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Lombalgia: il trattamento manuale può essere utile?

Che cos’è la lombalgia?

Le linee guida europee definiscono la lombalgia come un “dolore localizzato nella regione posteriore del tronco, tra il margine inferiore delle coste e la piega glutea, con o senza dolore riferito alle gambe”. Può essere avvertito come dolente, bruciante, lancinante, acuto o sordo, ben definito o vago, con un’intensità che va da lieve a grave. Può iniziare all’improvviso o svilupparsi gradualmente. È tra i motivi più frequenti di visita fisiatrica e ortopedica, e si stima che colpisca dal 60 all’80% delle persone nel corso della vita.

Le cause possono essere molteplici. Le cause gravi (come fratture, tumori, infezioni e spondilite anchilosante) e le forme specifiche con deficit neurologici (come radicolopatia o sindrome della cauda equina) sono rare, ma è importante escluderle. Nella grande maggioranza dei casi, circa il 90%, il dolore non è attribuibile a una patologia specifica riconoscibile: per questo si parla di lombalgia aspecifica.

In base alla durata, la lombalgia si classifica in tre sottotipi: acuta, se dura meno di 6 settimane; subacuta, tra 6 e 12 settimane; cronica, se dura 12 settimane o più senza interruzione. I motivi per cui una lombalgia diventa cronica spesso non sono solo meccanici, ma anche biologici, psicologici e sociali. Per questo la gestione è spesso multidisciplinare.

Il mal di schiena più comune: la lombalgia aspecifica

Come detto, nella maggior parte dei casi la lombalgia non è riconducibile a una causa nota. Per gestire efficacemente questo gruppo di pazienti non è necessario individuare la struttura specifica che causa il dolore. L’obiettivo è piuttosto identificare i fattori che possono aver contribuito alla comparsa del dolore o che aumentano la probabilità che diventi persistente.

Questi fattori comprendono aspetti biologici (ad esempio debolezza o rigidità), psicologici (ad esempio paura del movimento o tendenza al catastrofismo) e sociali (ad esempio l’ambiente di lavoro). La valutazione quindi non si concentra sull’individuare una struttura anatomica, come il disco intervertebrale, come fonte del dolore. Le linee guida internazionali indicano infatti che non è possibile, né necessario, identificare il tessuto specifico da cui origina il dolore per gestire efficacemente il mal di schiena meccanico.

Le raccomandazioni per il trattamento della lombalgia aspecifica

Per la lombalgia acuta, la maggior parte delle linee guida concorda sull’uso di rassicurazione, consiglio di rimanere attivi, breve educazione, paracetamolo, antinfiammatori non steroidei, terapia manipolativa spinale, miorilassanti (solo come seconda scelta, per gli effetti collaterali) e oppioidi deboli in casi selezionati. I farmaci sono di competenza del medico.

Per la lombalgia cronica, la maggior parte delle linee guida raccomanda breve educazione sul problema, consiglio di rimanere attivi, antinfiammatori non steroidei, oppioidi deboli per brevi periodi, terapia fisica di qualsiasi tipo e manipolazione spinale. Le strategie di autogestione, come le attività di promozione della salute, l’automonitoraggio e la partecipazione alle decisioni, ricevono un’attenzione crescente. Tra gli esercizi, pilates, metodo McKenzie ed esercizi funzionali sono quelli con più evidenze su dolore e limitazione funzionale. Lo spazio per la chirurgia nella lombalgia cronica aspecifica è molto limitato, e il suo uso eccessivo è stato criticato.

Lo spazio per la terapia manuale

Nelle raccomandazioni per la lombalgia aspecifica, sia acuta che cronica, la terapia manuale ha un ruolo riconosciuto. Le terapie manuali citate sono la manipolazione spinale (un movimento ad alta velocità e bassa ampiezza al limite dell’escursione articolare), la mobilizzazione spinale (un movimento articolare entro l’escursione normale) e il massaggio (manipolazione o mobilizzazione dei tessuti molli). Le linee guida suggeriscono di considerare un percorso di terapia manuale, fino a 12 settimane, all’interno di un trattamento più ampio.

Anche le linee guida 2021 del Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy indicano che:

  • Nella lombalgia acuta si dovrebbe usare la mobilizzazione articolare, con o senza thrust, per ridurre dolore e disabilità. Si può usare il massaggio o la mobilizzazione dei tessuti molli per alleviare il dolore a breve termine.
  • Nella lombalgia cronica si dovrebbe usare la mobilizzazione articolare, con o senza thrust, per ridurre dolore e disabilità, con o senza dolore alle gambe. Si può usare la mobilizzazione dei tessuti molli o il massaggio insieme ad altri trattamenti per ridurre dolore e disabilità a breve termine. Si può considerare il dry needling o la mobilizzazione neurale insieme ad altri trattamenti. Non si dovrebbe usare la trazione meccanica nei pazienti con lombalgia cronica e dolore alle gambe, perché non aggiunge benefici agli altri interventi.

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Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione individuale. Se hai sintomi, rivolgiti a un professionista sanitario.

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